La mia prima pizza

Io non amo cucinare… ma mi diletto molto a mangiare!

Chi ama pasticciare in casa è mio fratello Gabriele – ovviamente sotto la guida di mia madre, che è una brava cuoca. Ma in questo periodo in cui non si può andare a scuola ho iniziato anch’io a cucinare piatti semplici per ammazzare il tempo, come la pasta con olio e peperoncino e le uova al tegamino.

L’altro giorno ho provato a fare la pizza seguendo questo procedimento:

  • impastare la farina con il lievito madre (preparato dai miei genitori una decina di anni fa e conservato in frigorifero) e l’acqua, poi aggiungere un po’ di sale;
  • mettere a lievitare l’impasto per 5 ore;
  • dividere l’impasto in palline, che poi devono essere stese e messe nelle teglie;
  • condire a piacere ogni pizza;
  • cuocere le pizze a 225° per 20 -25 minuti.

Forse non era molto bella, ma il gusto era buono! Spero di fare meglio la prossima volta.

Mattia

Sperimentare

Io mi diverto a cucinare e a sperimentare diverse ricette. Una delle prime è
stata la classica torta al cioccolato. Soffice, morbida e buonissima. Fare le
cose da sola è una vera e propria soddisfazione, in più, dopo mangio tutte
ciò che cucino. Preparo più che altro ricette dolci, ma ogni tanto cucino
anche qualche piatto salato. La torta al cioccolato mi piace tantissimo, per
prepararla ci vogliono: farina, cacao amaro, uova, zucchero, olio e lievito,
ma per farne una ancora più buona e speciale io aggiungo tanta allegria!

AnoniMari

Torta al cioccolato

Cioccolato fondente 150 g

Cacao amaro in polvere 50 g

Farina 00 180 g

Zucchero 180 g

Uova – a temperatura ambiente – 6

Burro-a temperatura ambiente – 200 g

Lievito in polvere per dolci 8 g

Sale fino1 pizzico

Questa è la ricetta di una classica torta al cioccolato, ma per me rappresenta il mare perché la prima volta che ho provato a preparare una torta da sola ero al mare – a Borghetto Santo Spirito – e ogni volta che faccio una torta al cioccolato penso subito a quel luogo e a quel momento.

L’amore degli italiani

Snoopy

Torta di mele

Mi ricordo ancora la prima volta che ho cucinato qualcosa. Ero piccola e per questo ad aiutarmi c’era mia nonna, un’ottima cuoca. Adoravo cucinare dolci con lei, per questo ora mi manca molto farlo. Diciamo che io ero un po’ una frana, quindi la maggior parte del lavoro lo faceva mia nonna mentre io la osservavo, ma con il tempo ho affinato le mie capacità. La nostra specialità era la torta di mele, ma cucinavamo anche tantissimi altri dolci diversi. Riusciva sempre a farmi divertire facendo anche solo una cosa banale come cucinare una torta.

ele

Per la mamma

È una torta light per la festa della mamma.

L’ho fatta con tanto amore: l’amore che provo per mia madre!!

Francy

Cannoli

I Cannoli siciliani, sono un dolce tradizionale tipico della pasticceria siciliana! Si tratta di cialde fritte a forma di tubo appunto “Cannolo“; farcite con crema di ricotta di pecora e gocce di cioccolato, infine decorati con zucchero a velo e granella di frutta secca pistacchi, arancia candita che sono aggiunte sul ripieno che spunta dalla cialda!

I cannoli sono il mio dolce preferito,la nonna ci accoglie sempre con un bel vassoio di cannoli quando andiamo giu’.Il loro sapore mi ricorda il mare,il sole le vacanze i parenti e gli amici che ho in Sicilia.

Angy

Nuvolette

Oggi vorrei condividere con voi una ricetta che faccio spesso in casa, ” le nuvolette”. Ecco gli ingredienti:

  1. 250 grammi di zucchero
  2. 3 uova
  3. 300 grammi di farina

Procedimento: Battere le uova e lo zucchero finché non montano, in seguito aggiungere la farina fino a raggiungere un composto consistente. Poi mettere l’impasto a cucchiaiate (una distante dall’altra) sulla carta forno in una teglia. Cuocere a 160-180 gradi per 10 minuti. Infine….assaggiare! (La mia parte preferita😋)

P.S. Vi consiglio di provarle con la Nutella!!! (Ma anche con la marmellata non sono male!)

N_pace07

Uovo?

Mi è sempre piaciuto cucinare ma intendo la cucina come qualcosa di creativo: non mi piace seguire le solite ricette e amo creare la presentazione dei piatti… questo sembrerebbe un normalissimo uovo al tegamino, ma non lo è. Si tratta di un dolce di mia creazione: il tuorlo è una pesca sciroppata mentre l’ albume è rappresentato dallo yogurt bianco!

Fede06

Anche l’occhio…

Insalata mista arricchita con erba cipollina, pomodori, gamberi e cubetti di ananas in una ciotola ricavata da un ananas.

Lancia06

Torta di mele

Quando ero piccolo chiesi a mia nonna di cucinarmi una torta. Lei mi chiese se volevamo farla insieme e io mi misi subito al lavoro, ero molto contento perché era la prima volta che cucinavo qualcosa e mi sentii fiero di me. Siccome non sapevo che torta fare mi nonna mi disse che avremmo fatto la torta di mele e da quel giorno non smisi di chiederle se potesse prepararmi la mia torta preferita. Fare questa torta insieme a mia nonna mi rende molto felice perché passo intere giornate con i miei nonni e a loro tengo davvero molto e penso che per tutta la mia vita mi ricorderò della torta di mele.

Andre.07

La mia prima torta

La prima torta che ho fatto da sola é la torta allo yogurt. É molto semplice da fare perché non bisogna pesare gli ingredienti, ma bisogna misurare tutto con i vasetti dello yogurt.

Sofy

Latte “esplosivo”

Non ho mai imparato a cucinare. L’unica cosa che so fare è scaldare il latte nel microonde e aiutare mia nonna a mettere la glassa sui suoi buonissimi biscotti siciliani. A volte aiuto mia mamma a fare dolci come la cheesecake o i muffin, ma non ho mai cucinato totalmente da sola. Penso che le tre ragioni più importanti per le quali non l’ho mai fatto, siano: 1- La maggior parte delle volte non ho voglia o ho qualcos’altro da fare; 2- Mia manna ha paura di farmi cucinare perché crede che io sia troppo distratta (e forse un po’ ha ragione); 3- Ogni volta che provo anche solo a farmi un toast, faccio un disastro. Come quel giorno in cui per la prima volta decisi di farmi il latte senza l’aiuto di nessuno. Sono passati due anni, ma riesco ancora a vedere la faccia di mia madre sorpresa e scioccata allo stesso tempo, appena arrivata a casa. Era una calda mattina d’estate. Mi ero svegliata tardi, come tutti giorni. Avevo fame, ma a casa non c’era nessuno a cui potessi chiedere di prepararmi il latte. Allora decisi che per la prima volta me lo sarei preparata da sola. Presi il latte e lo versai nella tazza. Provai ad accendere il microonde, ma non sapevo come funzionasse, allora tirai fuori la tazza dal microonde e iniziai a pensare a una soluzione. Dopo pochi istanti ebbi un’idea geniale: “Metto la tazza sui fornelli, tanto non sarà diversa dal pentolino… Non ho voglia di prenderlo, il latte si scalda in pochi minuti e io faccio colazione!” E così feci. Solo quando mia mamma arrivò e mi disse preoccupata che la tazza, là sopra, poteva esplodere, capii di aver sbagliato e imparai a usare il microonde.

Giulii.06

I gnocchi

“I gnocchi” sono il modo con cui mia nonna Teresa chiama l’omonimo cibo che però lei prepara con molta cura e amore. Raramente, infatti, li compra già pronti, dal momento che li sa cucinare con molta pazienza e diligenza. Ricordo ancora la prima volta che l’aiutai, un po’ timorosa di non seguire bene tutti i passaggi. Nonostante, infatti, la semplicità della ricetta, l’accuratezza dei passaggi è fondamentale per ottenere un buon risultato. L’ingrediente principale ed insostituibile sono le patate, che vanno selezionate con attenzione, valutando la tipologia e l’adattabilità al piatto in questione e, possibilmente, cotte con la buccia. Quando vidi la nonna buttarle nella pentola senza pelarle, pensai immediatamente ad un errore. Solo a risultato finito, assaggiando quegli gnocchi buonissimi, la nonna richiamò alla mia attenzione lo stratagemma della buccia. Tra i miei compiti c’era innanzitutto quello di ridurre le patate in filetti con lo schiaccia-patate, un gioco per me, perché mi ricordava l’attività di modellaggio con il pongo. Arrivava poi il momento dell’aggiunta della farina, che la nonna setacciava con un ampio colino, quasi a ricordare un’abbondante nevicata. Un altro momento giocoso si creava quando si trattava di trasformare la pasta in salamini da tagliare: non troppo grandi, non troppo piccoli, modellati con il rollio delle mani nella giusta grandezza. Il taglio degli gnocchetti e il passaggio sulla forchettina per dare la forma appropriata, erano un momento piacevole per la precisione e la rapidità dei gesti che la nonna eseguiva lasciandomi a bocca aperta. Serviti nel piatto con un saporito ragù casalingo e mangiati in famiglia, davano l’idea di un lavoro di squadra e della grande soddisfazione di aver creato qualcosa dal nulla. Erano inoltre un modo per la condivisione del tempo e di conoscenze tra nonna e nipote. Tutte le volte succedeva allo stesso modo: si creava una specie di rito. Quando alcuni giorni fa, dopo quasi tre mesi di lontananza, ho rivisto nonna Teresa, mi è mancato un po’ cucinare quelle prelibatezze insieme a lei; la priorità però in quel momento era rivedersi e riabbracciarsi. Sono sicura però che, anche se con un po’ di fatica, si potrà tornare alla normalità di piccoli gesti preziosi come un piatto cucinato insieme alla nonna.

Iamdedee