“I gnocchi” sono il modo con cui mia nonna Teresa chiama l’omonimo cibo che però lei prepara con molta cura e amore. Raramente, infatti, li compra già pronti, dal momento che li sa cucinare con molta pazienza e diligenza. Ricordo ancora la prima volta che l’aiutai, un po’ timorosa di non seguire bene tutti i passaggi. Nonostante, infatti, la semplicità della ricetta, l’accuratezza dei passaggi è fondamentale per ottenere un buon risultato. L’ingrediente principale ed insostituibile sono le patate, che vanno selezionate con attenzione, valutando la tipologia e l’adattabilità al piatto in questione e, possibilmente, cotte con la buccia. Quando vidi la nonna buttarle nella pentola senza pelarle, pensai immediatamente ad un errore. Solo a risultato finito, assaggiando quegli gnocchi buonissimi, la nonna richiamò alla mia attenzione lo stratagemma della buccia. Tra i miei compiti c’era innanzitutto quello di ridurre le patate in filetti con lo schiaccia-patate, un gioco per me, perché mi ricordava l’attività di modellaggio con il pongo. Arrivava poi il momento dell’aggiunta della farina, che la nonna setacciava con un ampio colino, quasi a ricordare un’abbondante nevicata. Un altro momento giocoso si creava quando si trattava di trasformare la pasta in salamini da tagliare: non troppo grandi, non troppo piccoli, modellati con il rollio delle mani nella giusta grandezza. Il taglio degli gnocchetti e il passaggio sulla forchettina per dare la forma appropriata, erano un momento piacevole per la precisione e la rapidità dei gesti che la nonna eseguiva lasciandomi a bocca aperta. Serviti nel piatto con un saporito ragù casalingo e mangiati in famiglia, davano l’idea di un lavoro di squadra e della grande soddisfazione di aver creato qualcosa dal nulla. Erano inoltre un modo per la condivisione del tempo e di conoscenze tra nonna e nipote. Tutte le volte succedeva allo stesso modo: si creava una specie di rito. Quando alcuni giorni fa, dopo quasi tre mesi di lontananza, ho rivisto nonna Teresa, mi è mancato un po’ cucinare quelle prelibatezze insieme a lei; la priorità però in quel momento era rivedersi e riabbracciarsi. Sono sicura però che, anche se con un po’ di fatica, si potrà tornare alla normalità di piccoli gesti preziosi come un piatto cucinato insieme alla nonna.
Iamdedee