Era una serata splendida, avevo appena cenato ed ero salita nella mia stanza, sempre se stanza si può chiamare una mansarda costituita da 4 muri di legno marcio, un letto e un armadio sgangherato. Lavoravo per guadagnarmi da vivere da quando avevo 16 anni in una casa privata come cameriera, era un lavoro molto impegnativo e monotono ma ce la facevo, giorno dopo giorno ero sempre lì a fare le stesse cose: rifare i letti, cucinare, fare commissioni, pulire… Mi sedetti sul materasso duro e freddo a pensare, ma poi mi alzai e mi affacciai alla finestra.
Il sole era appena tramontato e dalla piccola finestra della mia camera osservavo i tetti della città dipinti di rosa, rimasi lì per un po’ finché il cielo cominciò letteralmente a prendere fuoco, era il tramonto più bello che avessi mai visto. In seguito il rosso si trasformò in blu e poi in nero. Da quella finestra vidi una cosa che mi cambiò la vita: uno stormo di pettirossi volavano sopra Parigi notturna, ad uno ad uno abbandonavano lo stormo e sfrecciavano sopra i tetti come fulmini attraversando le viuzze, apparentemente attratti da qualcosa… Inseguii con lo sguardo ad uno ad uno tutti gli uccellini: il primo volò un po’ lontano da me ma riuscii comunque a vedere: si fermò accanto ad una signora sdraiata per terra, una di quella persone che chiedono l’elemosina e… non era possibile, dovevo aver visto male. Per un attimo avevo creduto che fosse reale, ma no… la mia vista e la mi stanchezza mi avevano di certo giocato un brutto scherzo, per un attimo mi era parso che la signora si fosse aggrappata al pettirosso e che esso l’avesse portata via, come un gesto di aiuto, ma questo non era possibile.
Seguii con lo sguardo il secondo uccellino che si fermò un po’ più vicino a me, sulla mia destra, è quindi riuscii a seguire la scena abbastanza bene. Il pettirosso si fermò vicino ad una donna ben vestita che sembrava in lacrime. Non riuscii a vederla molto bene in faccia ma la riconobbi subito: era una nobildonna che viveva nel centro città, proprio accanto alla Tour Eiffel. In città si era subito conosciuta la sua disgrazia: suo marito l’aveva lasciata per una donna più ricca e assai più bella e si erano trasferiti in un’altra città della Francia. Anche allora mi parve di vedere la stessa scena di prima: il pettirosso sembrò voler dare aiuto alla giovane donna e lei volò via con lui. Allora pensai che di certo mi trovavo in un sogno perché non poteva essere reale, mi diedi un pizzicotto e chiusi gli occhi ma quando lì riapri ero ancora lì, affacciata alla finestrella dell’umile mansarda che usavo come stanza da letto con l’aria notturna che mi accarezzava i capelli. Allora mi venne il dubbio che quello che avevo visto potesse essere reale e allora per chiedere conferma guardai il terzo uccellino: esso si dirigeva verso un uomo che sembrava volesse sprofondare sotto terra, la stessa scena si ripeté. Ma questo era impossibile! Non poteva essere reale!
Di nuovo la stessa scena si ripetè con una bambina, con una donna anziana, con un ragazzino e con una donna di giovane età.
Infine posi lo sguardo su quello che sembrava essere l’uccellino più stanco di tutti e con mia grande sorpresa volò fino alla mia finestrella e poi cadde sul davanzale sfinito, tremava tutto e sembrava che non mangiasse da parecchi giorni. Con quel poco che avevo non seppi proprio che cosa offrirli ma non mi scoraggiai. Presi un asciugamano che usavo per lavarmi il viso e sperai che questo bastasse per fargli riacquistare colorito, poi presi delle briciole di pane che erano avanzate dalla colazione del giorno precedente e un po’ di acqua rimasta sul fondo di un bicchiere.
L’uccellino piano piano cominciò a farsi forza e a riacquistare colorito come se si cibasse solo di affetto e di generosità e poi, con mia grande sorpresa, mi parlò e mi disse ”Grazie, ma ora lascia che sia io a fare qualcosa per te, seguimi” e con queste parole diventò sempre più grande fino a diventare grosso come me, mi sembrava una magia! “ Ma perché proprio a me? Che cosa ho di speciale? E poi non sono neanche sicura che mi reggerai. “ dissi io e allora l’uccellino mi rispose “perché sei gentile e questo basta e avanza per essere speciali, non ci vuole la ricchezza o altro, perché non è una cosa che si può comprare o avere con la forza. Devi solo avere fiducia in te stessa e venire con me. Io ti sosterrò per tutto il viaggio e non cadrai mai. Andrai in un posto dove nessuno è ricco o povero ma sono tutti gentili, è questa la loro ricchezza.” Allora mi feci coraggio e finalmente mi decisi a salire sul dorso del pettirosso che non sembrò accorgersi minimamente del mio peso. Volammo volammo e volammo attraverso la notte sempre più su e finalmente mi sentii davvero felice.
Dancer.08.2020