Latte “esplosivo”

Non ho mai imparato a cucinare. L’unica cosa che so fare è scaldare il latte nel microonde e aiutare mia nonna a mettere la glassa sui suoi buonissimi biscotti siciliani. A volte aiuto mia mamma a fare dolci come la cheesecake o i muffin, ma non ho mai cucinato totalmente da sola. Penso che le tre ragioni più importanti per le quali non l’ho mai fatto, siano: 1- La maggior parte delle volte non ho voglia o ho qualcos’altro da fare; 2- Mia manna ha paura di farmi cucinare perché crede che io sia troppo distratta (e forse un po’ ha ragione); 3- Ogni volta che provo anche solo a farmi un toast, faccio un disastro. Come quel giorno in cui per la prima volta decisi di farmi il latte senza l’aiuto di nessuno. Sono passati due anni, ma riesco ancora a vedere la faccia di mia madre sorpresa e scioccata allo stesso tempo, appena arrivata a casa. Era una calda mattina d’estate. Mi ero svegliata tardi, come tutti giorni. Avevo fame, ma a casa non c’era nessuno a cui potessi chiedere di prepararmi il latte. Allora decisi che per la prima volta me lo sarei preparata da sola. Presi il latte e lo versai nella tazza. Provai ad accendere il microonde, ma non sapevo come funzionasse, allora tirai fuori la tazza dal microonde e iniziai a pensare a una soluzione. Dopo pochi istanti ebbi un’idea geniale: “Metto la tazza sui fornelli, tanto non sarà diversa dal pentolino… Non ho voglia di prenderlo, il latte si scalda in pochi minuti e io faccio colazione!” E così feci. Solo quando mia mamma arrivò e mi disse preoccupata che la tazza, là sopra, poteva esplodere, capii di aver sbagliato e imparai a usare il microonde.

Giulii.06

I gnocchi

“I gnocchi” sono il modo con cui mia nonna Teresa chiama l’omonimo cibo che però lei prepara con molta cura e amore. Raramente, infatti, li compra già pronti, dal momento che li sa cucinare con molta pazienza e diligenza. Ricordo ancora la prima volta che l’aiutai, un po’ timorosa di non seguire bene tutti i passaggi. Nonostante, infatti, la semplicità della ricetta, l’accuratezza dei passaggi è fondamentale per ottenere un buon risultato. L’ingrediente principale ed insostituibile sono le patate, che vanno selezionate con attenzione, valutando la tipologia e l’adattabilità al piatto in questione e, possibilmente, cotte con la buccia. Quando vidi la nonna buttarle nella pentola senza pelarle, pensai immediatamente ad un errore. Solo a risultato finito, assaggiando quegli gnocchi buonissimi, la nonna richiamò alla mia attenzione lo stratagemma della buccia. Tra i miei compiti c’era innanzitutto quello di ridurre le patate in filetti con lo schiaccia-patate, un gioco per me, perché mi ricordava l’attività di modellaggio con il pongo. Arrivava poi il momento dell’aggiunta della farina, che la nonna setacciava con un ampio colino, quasi a ricordare un’abbondante nevicata. Un altro momento giocoso si creava quando si trattava di trasformare la pasta in salamini da tagliare: non troppo grandi, non troppo piccoli, modellati con il rollio delle mani nella giusta grandezza. Il taglio degli gnocchetti e il passaggio sulla forchettina per dare la forma appropriata, erano un momento piacevole per la precisione e la rapidità dei gesti che la nonna eseguiva lasciandomi a bocca aperta. Serviti nel piatto con un saporito ragù casalingo e mangiati in famiglia, davano l’idea di un lavoro di squadra e della grande soddisfazione di aver creato qualcosa dal nulla. Erano inoltre un modo per la condivisione del tempo e di conoscenze tra nonna e nipote. Tutte le volte succedeva allo stesso modo: si creava una specie di rito. Quando alcuni giorni fa, dopo quasi tre mesi di lontananza, ho rivisto nonna Teresa, mi è mancato un po’ cucinare quelle prelibatezze insieme a lei; la priorità però in quel momento era rivedersi e riabbracciarsi. Sono sicura però che, anche se con un po’ di fatica, si potrà tornare alla normalità di piccoli gesti preziosi come un piatto cucinato insieme alla nonna.

Iamdedee

Moto

Arrivano i quattordici anni e la moto si fa sentire e ho chiesto a mio padre di comprarmene una che non costasse tanto. Passano dei mesi e la mia speranza di avere una moto sembrava sparire. Mi viene un’idea: se mio padre non me la vuole comprare, vado da mio nonno e gli dico che ho bisogno di una moto e lui non ci pensa due volte e mi dà i soldi per prenderla come la volevo io. Abbiamo trovato diverse occasioni, ma la moto non era mai come in foto. Siamo andasti a vederle fino a Torino ma niente, finché mio padre un giorno mentre lavorava havisto una moto e si è avvicinato, ha chiesto al proprietario se era in vendita, il prezzo era molto buono per una moto in perfette condizioni. Mio padre appena andato via mi ha telefonato e mi ha inviato le foto, io me ne sono innamorato subito e gli ho detto che la volevo e la sera stessa l’abbiamo comptrata ed ero felicissimo.

Andre.07

Manga

Ogni persona che ama leggere manga ha bisogno di comprarne sempre di più, infatti sabato scorso ho fatto rifornimento di manga da leggere durante l’estate; inizialmente ero alla ricerca di tre manga in particolare che mi mancavano, dato che la primissima volta che sono andata in fumetteria li ho comprati in ordine sbagliato. Sfortunatamente non sono riuscita a trovarli, tuttavia subito dopo mi è saltato l’occhio sugli ultimi due volumi di una serie che sto cercando di completare, dato che la adoro. Non ci ho pensato due volte e li ho portati alla cassa, trionfante per aver completato la mia prima serie di manga; tuttavia la gioia è durata poco: appena arrivata a casa mi sono reso conto che avevo ripetuto lo stesso sbaglio della mia prima volta, avevo tutti e dodici i volumi del manga, tranne il decimo. In questo esatto momento mi trovo qui, a fissare con odio la mia serie di manga incompleta per un errore idiota che ho commesso per due volte.

Meliss4_Otaku

Il finale non cancellerà mai l’inizio

Tutto è iniziato nel lontano 2017 quando un gruppo di ragazzi spaesati si sono trovati nella stessa classe. Nessuno parlava per paura di esser giudicato e anche quando il professore faceva una domanda nessuno rispondeva. Con il passare dei mesi ci siamo accorti di esser diventati una seconda famiglia perché passavamo i giorni nella stessa aula e con lo stesso pensiero: “quando suona la campanella?” Ora sono passati tre anni e nessuno si aspettava di avere un finale così strano. Forse verremo ricordati per aver fatto gli esami davanti ad un computer o forse per non esserci potuti abbracciare un’ultima volta. Il finale non cancellerà mai l’inizio di questi tre anni stupendi.

Sofy

Una pasqua perfetta

Era il giorno dopo Pasqua, una giornata noiosa che sembrava andare sempre peggio. Ma ad un tratto entrò dalla porta mio nonno con un uovo di cioccolato gigantesco che cambiò l’andamento della giornata.

Lancia06

La gatta

La vedete? ecco quella è la gatta della mia vicina. Lei è una gatta molto molto antipatica, di solito entra in casa mia per fare visita ai miei due gatti, solo che un giorno non era entrata proprio per quello, bensì per farmi del male o almeno così pensavo, dato che appena entrò mi attaccò le gambe, neanche fossero due tiragraffi per gatti. Vabbè, ora passiamo alla storia vera e propria. Qualche settimana fa la gatta della vicina entrò in casa mia di soppiatto come una spia americana aspettando che mi alzassi dal divano per attaccare le mie gambe, dopo avermele attaccate per circa dieci minuti si interrompe e decide di salire al piano di sopra. Io curioso la seguii per guardare cosa facesse e mi ritrovai il mio gatto e lei che si laccavano. Allora io decido di farmi gli affari miei, quando a un certo punto sul mio braccio disteso sulla sedia sentii un qualcosa di umidiccio quasi come uno spazzolino da denti bagnaticcio… Quindi mi giro e vedo la gatta della vicina e il mio gatto leccarmi il braccio e io stupito li lascio fare fino a quando uno dei due non decide di mordere il mio braccio come un giocattolino, facendo così scattare anche l’altro gatto e costringendomi a andarmene e dargli la vittoria dato che tuttora ho ancora i “mozzichi” dei gatti sul braccio e non vorrei mai succedesse un altra volta perché sarebbe la volta buona che lo scambio con il pollo…

pcmanu

Compleanno

Finale con festa a sorpresa per il mio compleanno

Bergamo

Delmonts10

Amori

L’amore è ciò che porta l’uomo a sognare e può essere riferito a una cosa, a una persona, a un luogo o a un animale, ma è raro sentir parlare in giro dell’amore per la vita. La vita è ciò che accomuna tutti gli uomini perché, in fondo in fondo, non esistono uomini che non tengono alla propria vita. La vita è qualcosa di magico e indescrivibile perché, fin da quando esaliamo il nostro primo respiro, lottiamo per averla e per tenercela stretta, contro un nemico assoluto e comune a tutti gli esseri viventi: la morte. Dal mio punto di vista ogni genere di amore è riconducibile alla vita. Quando ami una persona, vuoi il suo bene nella vita, quando ami un animale, desideri che rimanga tutta la vita con te, quando ami un oggetto, non vuoi condividerlo con gli altri e quando ami un luogo, lo chiami “casa” o “patria” ed è il luogo dove si instaurano tutti i ricordi. La vita è il nostro tutto e senza non ci sarebbe nulla, invece l’amore è altrettanto importante, ma deve la sua esistenza alla vita. L’amore può essere anche un dono fatto a chi ne ha bisogno, ma non dono materiale: bensì un gesto o un semplice “come va?” che è anche segno di fratellanza fra gli uomini. Un altro sentimento comune negli uomini è la libertà. Molti uomini amano la libertà più di ogni altra cosa. Parlo sinceramente dicendo che non conosco per niente l’amore, infatti per me la vita è libertà e senza libertà non si può vivere. Non so se l’amore per la libertà si possa considerare amore vero, io so solo che, quando penso alla libertà, si accende qualcosa di nuovo e autentico in me. Per secoli e secoli della storia gli uomini hanno combattuto perdendo anche la vita in nome di un sentimento superiore: l’amore per la libertà. Un argomento che è sempre attuale, sia cambiando i secoli e le menti, è la morte. Anche la morte stranamente può essere riconducibile all’amore. Perché, per quanto possa essere crudele e odiata, è proprio grazie a lei che tutto ha un senso. Noi amiamo la vita, la libertà, gli oggetti, gli animali e i luoghi perché sappiamo che ogni momento è unico e indimenticabile. Si ama veramente e si vive una sola volta. Tutti vorrebbero vivere eternamente, ma, se facciamo una riflessione istantanea, capiamo che, vivendo eternamente, l’amore e tutti gli altri sentimenti sarebbero privi di senso. È molto difficile da dire, ma esiste anche l’amore per la morte o, come la chiama San Francesco d’Assisi, sorella morte: principale nemica della vita e, per quanto ci si metta a lottare contro di essa, non c’è nulla da fare perché tutti sono destinati a conoscerla, chi prima chi dopo. Nonostante tutto, l’amore ci sarà sempre negli animi delle persone perché è sempre lì nell’aria, in mezzo a noi che aleggia silenzioso e invisibile agli occhi, ma visibile al cuore. Concludo dicendo che l’amore si può trovare ovunque: nell’amore per una rosa (Il piccolo principe), nell’amore per un figlio, nell’amore per la patria o la libertà: ci sono forme diverse d’amore, ma tutte riferite alla vita fresca e autentica e unica in tutte le sue sfumature e colori.

angytessitore

Ti amo

l’amore…una parola che noi ragazzi usiamo spesso e inconsapevolmente.

Nemmeno noi a volte sappiamo veramente cosa significa questa parola, ma la usiamo così…a caso. Un giorno capiremo veramente cosa vorrà dire, e ci accorgeremo che forse abbiamo sbagliato…abbiamo sbagliato contesto, persona,…a cui dirla, ma in fondo il passato è passato! Questa parola a volte regala sorrisi, ma a volte anche lacrime, di gioia, di speranza, ma soprattutto di dolore… Capiremo quanto eravamo infantile, e ogni persona, la consideravamo importante, ma quante volte queste persone ci hanno deluso? Quanti “ti amo” scritti senza alcun peso, o quanti “ti amo” ricevuti senza un significato, messi lì per illudere, che poi finiscono per deludere… L’amore è come il mare, tutti lo vediamo, ma non sappiamo cosa c’è sotto e cosa ci nasconde! A quest’età diamo forse troppa importanza alle persone, che in realtà non si meritano niente. Probabilmente io sono una di quelle che, a volte penso di aver trovato la “persona giusta”, mi ci affeziono, a volte forse anche troppo, ma poi finisco per scoprire che era una grandissima delusione:( Quante volte avrei voluto tornare indietro per rimediare ai miei errori, rimediare a tutto quello che ho sbagliato, e magari ricominciare anche da capo…ma quante volte invece mi sono ritrovata a dare una seconda possibilità, per ricevere una medesima delusione? Troppe! Ma alla fine si sbaglia dai propri errori dicono… Si, facile da dire, ma non da fare…è facile dire: basta, adesso volto pagina e vado avanti; ma alla fine sono solo parole…perchè le delusioni sono cicatrici indelebili! Difficili da far andare via…o forse siamo proprio noi che le teniamo…le teniamo strette a noi e non le lasciamo andare, perché alla fine le delusioni sono comunque ricordi…prima erano ricordi felici, che poi si sono completamente rigirati, diventando l’esatto contrario. Il significato della parola amore è: sentimento che assicura reciproca felicità… parole, solo parole… magari un giorno, sarò anch’io veramente felice…ma per raggiungere una “vittoria” bisogna prima superare tanti ostacoli…

Chiara😊

Un pomeriggio divertente

Un pomeriggio di settembre, tre ragazzini silenziosi, seduti sul marciapiede della signora Lina, stanno mangiando il proprio ghiacciolo. Si chiamano Ugo, Lele e Ciccio e hanno otto anni. Sono amici dall’asilo e lo saranno per sempre. Insieme stanno bene, amano pedalare sulle loro biciclette per le strade vicine alle loro case, nei campi ed inventare sempre giochi nuovi. Adesso sono lì, un po’ stanchi ed accaldati, seduti all’ombra del muretto ad aspettare con ansia una delle divertenti scenette della famiglia Rossi. La famiglia Rossi è composta da tre persone: padre, madre e figlia. Un po’ strani e grossi, vivono con nove gatti e possiedono un’automobile rossa lucente che il padre guida facendo fischiare le ruote. La figlia ha sedici anni e parla solo inglese, il padre solo francese, la madre solo italiano. Tra loro non si capiscono – oppure fanno finta – l’unica cosa che li unisce è l’amore per i gatti. I ragazzini, avendoli visti uscire di casa, stanno aspettando che tornino. L’auto appare in fondo alla via e si ferma davanti ai tre – che sono molto curiosi. Il padre, che guida seduto tutto solo sul sedile anteriore, parcheggia con una frenata da brivido. Madre e figlia rotolano fuori dalla macchina cariche di pacchi e pacchetti.
Il particolare che attira l’attenzione dei tre bambini è l’abbigliamento della ragazza: capello, frustino e stivali neri. “Ciao, Mary!” dicono in coro “Sei andata a cavallo?”. La ragazza li vede, e risponde in modo scontroso cercando di parlare in italiano: “Da domani io nuovo sport”. “Che bello!” rispondono i tre, che non si sono accorti che l’anziana Lina, un po’ sorda e sempre sola, seduta sotto il portico di casa sua non si è persa nulla di quanto è accaduto, né la dolcezza e la spontaneità della loro infanzia, né la superbia di Maria. In qualche modo l’anziana donna vuole riequilibrare i rapporti e interviene:
“Buona sera, Signora Rossi! Così ha deciso di far fare un po’ di movimento a Maria. Bene! Glielo avevo detto che i giovani devono scegliere uno sport. Sempre piegati sui libri, altrimenti… E cosa fa la ragazza? Nuoto, tennis?” “Equitazione!” risponde fiera mamma Rossi.

“Cos’è?” chiede Lina, fingendo di non capire. “Va a cavallo!” spiega la Rossi alzando un po’ la voce. “Ma no, ma no!” risponde Lina, strizzando un occhio ai ragazzini, “cos’ha fatto di male quel povero cavallo?” “Maleducata! Maleducati tutti!”, dice Maria. “Scusami!” risponde pronta l’anziana signora, “Non volevo offenderti, volevo solo dire che la vita è semplice, di solito. Io già lo immagino quel povero cavallo che ti fa fare sport mentre lui fa il sollevamento pesi…
E se ti dedicassi a qualcosa più normale? Correre, nuotare, far ginnastica? Non sono certo fatti miei, anzi, mi scuso per essermi impicciata, ma la normalità è una gran cosa!” Eh…, sì. Spesso cerchiamo risposte difficili a problemi semplici, eppure a volte un sorriso è la chiave per superare tante difficoltà.

Rebe

Ridi

Ridi sempre,ridi,fatti credere pazzo, ma mai triste.

Angy

Un sorriso il sole fa spuntar

Delmonts10

Panna Penchia

Potrei parlare in questo testo di bizzarri personaggi che in questo periodo di quarantena si aggirano per casa con i pantaloni alla Fantozzi, preparano il the con i guantoni da forno per non scottarsi o passeggiano in corridoio parlando da soli, mentre preparano relazioni di lavoro, ma no! Preferisco di gran lunga parlare del mio simpatico cuginetto che è senz’altro la persona più divertente che io abbia mai conosciuto: il mio piccolo grande eroe! Prima di buttarci nel vivo della storia, voglio descrivere questo adorabile bambino che combina più guai di chiunque altro. È un bimbo paffuto e sorridente, talvolta imbronciato, e con due occhietti perlustratori che individuano sempre la zona in cui combinare qualche bel guaio. Ha una corporatura buffa come di solito hanno i bambini, ma, a differenza dei suoi monotoni coetanei, ha uno sguardo orgoglioso e nelle foto assume sempre una incredibile postura napoleonica. C’è da dire anche che è un bambino furbissimo perché ha il super potere di passare inosservato davanti ai suoi familiari e con una velocità fulminea buttare per terra intere file di calici di cristallo. È passato molto tempo dall’ultima volta che è venuto a trovarmi, però mi ricordo ancora la perizia che utilizzava per smontare il marchingegno elettrico del mio divano, prima di essere fermato. Però una delle cose più buffe che lo caratterizzano è il suo linguaggio magico e fatato, un linguaggio carino, da bambino che vive in un mondo tutto suo. I suoi genitori si preoccupano del fatto che a tre anni e mezzo non parli come gli altri bambini, ma lui non è gli altri bambini: lui è lui, l’unico e l’originale. Ecco qualche parola del suo vocabolario: papua (acqua), Panna Penchia: il modo bizzarro con cui chiama il suo eroe, Capitan America, Meme, il modo in cui chiama suo fratello Samuele e Chenchia, il modo in cui chiama me che sono Angelica, ma, se facciamo due conti, non è nemmeno malaccio perché sua zia, che si chiama Marika, la chiama Cacchia. Un altro episodio importante dei tre anni di mio cugino è stato quando un po’ per golosità, un po’ per curiosità e un po’ per voglia di combinarne, una ha ingerito una potente pillola della pressione di suo nonno, costringendo i suoi parenti a portarlo d’urgenza in pronto soccorso per verificare che la pillola non gli nuocesse. Invece qualche mese fa è andato a casa di una mia parente con l’orto e il giardino e, sempre un po’ per quella sua propensione verso i guai, ha azionato un tubo per innaffiare il giardino, lavandosi totalmente dalla testa ai piedi e devastando l’ambiente circostante. Da poco lui ha anche una sorellina, ma che all’inizio non ha accolto molto volentieri, anzi ha tentato di eliminarla fisicamente con l’escamotage di farle delle amorevoli carezze, però è stato fermato in tempo. Che dire, non si incontra tutti i giorni un tipo così attivo!

Concludo con un’immagine poetica: qualche tempo fa il mio cuginetto era sparito per un po’, facendo credere alla sua famiglia di giocare con i gatti e gli animali che ci sono nei dintorni, quando in realtà era riuscito a salire su una macchina con la portiera aperta, a togliere il freno a mano e a metterla in moto autonomamente, lasciando tutti increduli e senza parole, ma soprattutto insegnandoci il vero significato della libertà, proprio come una Pippi Calzelunghe al maschile:“Io, se voglio, me ne vado”.

angytessitore

La partitella

Questa foto riassume per me cosa significa “fare una partitella a calcio tra amici”. E’ perfetta.

Eravamo in gita a Cremona, noi classe 2°A e mi sembra 2°B e 2°D. Dopo una lunga visita, ci siamo fermati in un oratorio con bar per fare pranzo.

C’erano diversi giochi, come l’altalena,lo scivolo,… Ma io e i miei amici con uno sguardo ci eravamo già capiti fin dall’inizio. DOVEVAMO fare una partitella nel piccolo campo da calcetto di quell’oratorio. Non ci siamo fermati davanti a problemi come il pallone deformato e successivamente il pallone sgonfio. Per esempio io, avendo messo le scarpe bianche e nuove, non volevo rovinarle, ma non ho detto non gioco, no. Ho giocato scalzo. A fine partita avevo le calze che da bianche erano diventate verdi!

Credo che non me la dimenticherò mai quella partita…Mi sono divertito tantissimo!

Morandinho

Attenti al cane!

Snoopy

Torre degli Asinelli – Bologna

Lo so, non fa ridere, ma quando ho saputo che saremmo andati a Bologna e avremmo visto e perlustrato al suo interno la Torre degli Asinelli, mi sono messa a ridere. È un nome strano che però nella sua stranezza racchiude una magnificenza tale da restarne meravigliati.

Francy

Ri-Nascere

Roby

Domani

Questo momento di quarantena è anche un momento per riflettere. Molte persone hanno perso familiari e parenti stretti e non hanno potuto salutarli per l’ultima volta. Dobbiamo tutti rimanere a casa per evitare il contagio.

Secondo me quando finirà l’emergenza, ogni persona imparerà ad avere più tempo e a dedicarsi non solo al lavoro, ma anche alle altre persone, che sono state lontane per tutto questo tempo. Si passerà più tempo insieme alla propria famiglia, per fare nuove esperienze, come una bella gita in bici, coltivare l’orto, piantare dei fiori, andare in gita al mare o in montagna e finire la settimana con un bel pranzo al ristorante. Magari ci sarà un ritorno alla campagna, perché tutti vorranno godersi di più la natura, dopo essere stati per troppo tempo negli alloggi.Le persone torneranno a circolare per le strade e parleranno di più fra loro. Si scriveranno testi storici per ricordare questo momento, ma soprattutto le persone riusciranno a incontrarsi e tutto sarà meglio di prima.

Snoopy

Un bel mattino

La scienza dimostra che ad ogni momento brutto segue un momento bello, il tempo ciclico ci insegna che al buio segue la luce. Ad ogni inverno, caratterizzato dalla morte temporanea della natura, segue poi il risveglio: la primavera, che fa sbocciare la natura intorno a noi. Anche il tempo storico mostra che ad ogni caduta dell’uomo segue una rinascita, un risveglio che porta ad una nuova fiducia nel futuro insieme alla scoperta e alla conquista di nuove tecnologie di supporto alla vita dell’uomo.

Tutto ciò mi fa credere che alla fine di questo periodo buio causato dal coronavirus seguirà una nuova rinascita per tutta l’umanità, nella speranza che venga trovato al più presto un vaccino che ci aiuti a superare la malattia, che purtroppo colpisce chiunque: adulti, giovani e anziani.

Io immagino che un bel mattino finalmente verrà diffusa la notizia che il vaccino è stato trovato ed è pronto per essere utilizzato, così che tutti noi possiamo riprendere la nostra vita, una vita che – se pur fatta di piccole cose – ci manca molto. Per me rinascere significa riprendere le mie abitudini, ritornare a scuola, poter dare una pacca a un mio compagno, poter mangiare un panino o un gelato con i miei amici, poter andare in giro con la mia famiglia o portare i mie cani a fare una passeggiata: insomma, le semplici abitudini che – se proibite – rendono la vita meno bella.

Mattia

Primavera/3

La primavera non sa tutto ciò che il mondo sta vivendo, vive senza pensieri e senza dolori.
E in alcuni momenti anche noi vorremo essere come lei: felici, spensierati…
Tutto questo lo intuiamo dai suoi colori, dai suoi profumi, dalla sua bellezza…
Questi sono giorni difficili, ma anche grazie alla primavera riusciamo a rallegrarci.

Franci & Sabri

Attesa

In questo periodo tutti speriamo in una rinascita della nostra vita di tutti i giorni. Tutte le cose finiscono, sia le cose belle, sia (fortunatamente) le cose brutte. Dopo potremo vivere serenamente. Adesso, però, dobbiamo essere positivi e aspettare il nostro momento di rinascita.

anoniMARI

Fratellanza

In questo periodo, il coronavirus non ha causato soltanto la morte di molte persone (ed in modo particolare di anziani), ma anche quella delle piccole e medie aziende che, se non aiutate dallo stato, dovranno necessariamente chiudere.

Le famiglie di coloro che non possono più lavorare non sanno cosa mettere in tavola, e qualcuno è arrivato al punto di non pagare alla cassa del supermercato o di andare al monte dei pegni per ricevere dei soldi in cambio dell’oro di famiglia.

Nella mia mente vedo l’immagine di due mani tese l’una verso l’altra – senza toccarsi – questa per me è il simbolo della solidarietà, fatta anche di piccoli gesti come ad esempio portare la spesa a casa degli anziani, regalare del cibo agli enti preposti in modo che lo distribuiscano alle famiglie bisognose.

Forse questo virus ci farà scoprire che esiste una grande parola: FRATELLANZA.

Ci farà scoprire che esiste l’aiuto reciproco!

Mattia

Sollevarsi

Era una serata splendida, avevo appena cenato ed ero salita nella mia stanza, sempre se stanza si può chiamare una mansarda costituita da 4 muri di legno marcio, un letto e un armadio sgangherato. Lavoravo per guadagnarmi da vivere da quando avevo 16 anni in una casa privata come cameriera, era un lavoro molto impegnativo e monotono ma ce la facevo, giorno dopo giorno ero sempre lì a fare le stesse cose: rifare i letti, cucinare, fare commissioni, pulire… Mi sedetti sul materasso duro e freddo a pensare, ma poi mi alzai e mi affacciai alla finestra.

Il sole era appena tramontato e dalla piccola finestra della mia camera osservavo i tetti della città dipinti di rosa, rimasi lì per un po’ finché il cielo cominciò letteralmente a prendere fuoco, era il tramonto più bello che avessi mai visto. In seguito il rosso si trasformò in blu e poi in nero. Da quella finestra vidi una cosa che mi cambiò la vita: uno stormo di pettirossi volavano sopra Parigi notturna, ad uno ad uno abbandonavano lo stormo e sfrecciavano sopra i tetti come fulmini attraversando le viuzze, apparentemente attratti da qualcosa… Inseguii con lo sguardo ad uno ad uno tutti gli uccellini: il primo volò un po’ lontano da me ma riuscii comunque a vedere: si fermò accanto ad una signora sdraiata per terra, una di quella persone che chiedono l’elemosina e… non era possibile, dovevo aver visto male. Per un attimo avevo creduto che fosse reale, ma no… la mia vista e la mi stanchezza mi avevano di certo giocato un brutto scherzo, per un attimo mi era parso che la signora si fosse aggrappata al pettirosso e che esso l’avesse portata via, come un gesto di aiuto, ma questo non era possibile.

Seguii con lo sguardo il secondo uccellino che si fermò un po’ più vicino a me, sulla mia destra, è quindi riuscii a seguire la scena abbastanza bene. Il pettirosso si fermò vicino ad una donna ben vestita che sembrava in lacrime. Non riuscii a vederla molto bene in faccia ma la riconobbi subito: era una nobildonna che viveva nel centro città, proprio accanto alla Tour Eiffel. In città si era subito conosciuta la sua disgrazia: suo marito l’aveva lasciata per una donna più ricca e assai più bella e si erano trasferiti in un’altra città della Francia. Anche allora mi parve di vedere la stessa scena di prima: il pettirosso sembrò voler dare aiuto alla giovane donna e lei volò via con lui. Allora pensai che di certo mi trovavo in un sogno perché non poteva essere reale, mi diedi un pizzicotto e chiusi gli occhi ma quando lì riapri ero ancora lì, affacciata alla finestrella dell’umile mansarda che usavo come stanza da letto con l’aria notturna che mi accarezzava i capelli. Allora mi venne il dubbio che quello che avevo visto potesse essere reale e allora per chiedere conferma guardai il terzo uccellino: esso si dirigeva verso un uomo che sembrava volesse sprofondare sotto terra, la stessa scena si ripeté. Ma questo era impossibile! Non poteva essere reale!

Di nuovo la stessa scena si ripetè con una bambina, con una donna anziana, con un ragazzino e con una donna di giovane età.

Infine posi lo sguardo su quello che sembrava essere l’uccellino più stanco di tutti e con mia grande sorpresa volò fino alla mia finestrella e poi cadde sul davanzale sfinito, tremava tutto e sembrava che non mangiasse da parecchi giorni. Con quel poco che avevo non seppi proprio che cosa offrirli ma non mi scoraggiai. Presi un asciugamano che usavo per lavarmi il viso e sperai che questo bastasse per fargli riacquistare colorito, poi presi delle briciole di pane che erano avanzate dalla colazione del giorno precedente e un po’ di acqua rimasta sul fondo di un bicchiere.

L’uccellino piano piano cominciò a farsi forza e a riacquistare colorito come se si cibasse solo di affetto e di generosità e poi, con mia grande sorpresa, mi parlò e mi disse ”Grazie, ma ora lascia che sia io a fare qualcosa per te, seguimi” e con queste parole diventò sempre più grande fino a diventare grosso come me, mi sembrava una magia! “ Ma perché proprio a me? Che cosa ho di speciale? E poi non sono neanche sicura che mi reggerai. “ dissi io e allora l’uccellino mi rispose “perché sei gentile e questo basta e avanza per essere speciali, non ci vuole la ricchezza o altro, perché non è una cosa che si può comprare o avere con la forza. Devi solo avere fiducia in te stessa e venire con me. Io ti sosterrò per tutto il viaggio e non cadrai mai. Andrai in un posto dove nessuno è ricco o povero ma sono tutti gentili, è questa la loro ricchezza.” Allora mi feci coraggio e finalmente mi decisi a salire sul dorso del pettirosso che non sembrò accorgersi minimamente del mio peso. Volammo volammo e volammo attraverso la notte sempre più su e finalmente mi sentii davvero felice.

Dancer.08.2020

“Mela” prendi?

Delmonts10

Ovunque e in nessun luogo

La solidarietà è un sentimento che spinge le persone a condividere e ad aiutarsi tra loro.

La solidarietà non è in un luogo preciso ma si può trovare un po’ dappertutto.

Non è un’azione precisa (che avviene in un determinato momento e in un determinato luogo), ma qualcosa che avviene quando notiamo che qualcuno ne ha bisogno. Attraverso la solidarietà si può cambiare la vita di questo qualcuno, ma anche la propria, avendo fatto un gesto carino verso quella persona.

Rebe

Una mano tesa verso gli altri

Snoopy

con il cuore

Soonpy

bianco e nero

TANKO

Fiducia

Questo momento che stiamo passando è davvero brutto ma io sono fiduciosa che, spero presto, torniamo a vivere, non magari perfettamente come prima ma magari con dovute precauzioni, la nostra vita torneremo a muoverci andare nei negozi, a scuola… Grazie alle campane della mia chiesa, ai fiori che nascono nel mio prato, la mia felicità è aumentata, e anche la mia positività. Sono davvero molto fiduciosa che tutto andrà bene. Se noi restiamo a casa miglioriamo la nostra situazione: RESTATE A CASA CHE ANDRÀ TUTTO BENE!!!!!!!

THE_BIG_ARUAL

Citazione

Si dovrebbe pensare più a far bene cge a strae bene: così si finirebbe a stare meglio.

Angy

Nei nostri pensieri

L’amore, un sentimento che non si può spiegare a parole. Un’emozione forte, un qualcosa che non riusciamo a non pensare. Un qualcosa di strano, di astratto, ma che continua a vagare nei nostri pensieri. ♡

Barri ♤

Mascherina

Questa è una delle tante mascherine che sto cucendo per il volontariato e che però non ho ancora terminato.

Nasconderà un sorriso, ma salverà una vita.

Francy

Rispetto

Nella situazione attuale – più che in ogni altra – aiutarsi reciprocamente è indispensabile per sopravvivere. Medici e infermieri sono quelli che in questo momento, e non solo, rischiano la vita ogni giorno per salvare quella degli altri. Possiamo aiutarli anche noi però, restando a casa. In questo modo tutti aiutiamo qualcuno, chi più chi meno. Dobbiamo avere rispetto verso queste persone perché se loro non ci fossero, non so che fine avremmo fatto.

ele

Riconoscenza, comprensione, solidarietà

In questo periodo di difficoltà, c’è più riconoscenza. Stiamo vivendo questa
situazione con più comprensione verso il prossimo, cerchiamo di aiutarci
di più, anche per far finire il prima possibile quest’emergenza. C’è più
solidarietà. Spero che anche quando tutto questo finirà saremo più
comprensivi e riconoscenti.

AnoniMari

Un gesto buono

La Solidarietà è un gesto buono verso un amico, un familiare o un proprio caro.

La Solidarietà rende felici le persone che vengono aiutate, ma anche chi aiuta.

Solidarietà è aiutare coloro che hanno una difficoltà, condividere qualcosa con gli altri, aiutare una persona facendo propria una sua difficoltà.

Francy & Sabry

Che cos’è l’amore?

Cosa può essere l’amore? Secondo me è questione di punti di vista. L’amore non è solo un sentimento tra due persone innamorate, può essere anche affetto tra amici, tra fratelli, tra genitori e figli…
Si può amare qualunque cosa ti faccia stare bene: un hobby, una canzone… ci si rende conto di amare una cosa o una persona quando è la propria “spalla su cui piangere”, quando ti porta in un’altra dimensione, ti porta pace.
Purtroppo – o per fortuna – l’amore non finisce sempre bene.
L’amore infelice (quello delle tantissime tragedie greche e non solo…) esiste per davvero, può farti stare male, ma tutto passa.
Trovare qualcosa o qualcuno che ami è meraviglioso. Sai che quando stai male ci pensi e ti passa qualunque dolore, come una medicina, è uguale! Può essere dolce e strana, una cosa particolare, oppure amara e cattiva, che ti lascia quel retrogusto orribile. L’amore è una nuvola che ti avvolge e ti porta in un’oasi di tranquillità.

AnoniMARI

Natura

Appena ho letto questa consegna ho pensato immediatamente a questo luogo. Ogni volta che ci vado mi sento libera, amo stare in mezzo alla natura… Vorrei davvero poterci tornare perché è uno dei pochi posti in cui mi sento realmente in pace.

ele

Primavera/2

E se la primavera è una rinascita

Io mi illumino di speranza

Angy

Il mare/2

Il rumore del mare mi tranquillizza, per questo adoro andare al mare. Osservare il movimento delle onde mi rilassa, e fare le passeggiate la sera lungo il mare è semplicemente splendido!

Marti

Venezia

Oltre ad essere la città dell’amore – come Parigi – è un luogo dall’incantevole bellezza.

È una città che fa battere il cuore. L’ho visitata l’anno scorso: il giro in gondola, la Basilica di San Marco, il leone (simbolo di Venezia), i ponti e le calle… Conserverò i ricordi di queste meraviglie nel mio cuore per sempre.

Se non è amore questo?!?

Francy

Il mare

Con l’arrivo del sole, del caldo e delle vacanze, mi viene una voglia irresistibile di andare al mare! Quando sono in spiaggia mi basta osservare le onde e ascoltare il suono del mare per sentirmi sereno.

Il mare ha la straordinaria capacità di restituire i ricordi – e io starei ore e ore ad osservare i suoi colori, i gabbiani e le onde che arrivano a riva.

Mattia

La primavera

Credo che la primavera sia il momento più bello dell’anno: tutto rinasce, tutto splende e si respira aria pura, aria che spera.

In primavera ci si lascia finalmente alle spalle la tristezza delle foglie d’autunno – che cadendo rendono gli alberi spogli – e la mancanza di luce del cupo inverno.

La primavera non attende altro se non la felicità!

Francy

Il mio paese natale

CC

Il mio migliore amico…

È iniziato tutto otto anni fa, papà ti portò a casa un mattino presto mentre tutti noi dormivamo. E indovina chi ci ha svegliate?

Adoravo i cani e ne chiedevo sempre uno, ma la risposta era sempre: “No!” All’inizio, quando sono scesa per controllare, non credevo ai miei occhi, pensavo fosse un sogno. Sono subito corsa ad abbracciarti e tu mi sei salito addosso come se ci conoscessimo già da tempo. Eri piccolissimo e riuscivo a prenderti in braccio, ora invece sei ENORME e neanche papà riesce ad alzarti! Tra tutti e tre (Kriss, Bonnie e te, mio caro Olli) non ho difficoltà a scegliere il mio preferito, perché tu sei l’unico che mi ascolta e che non mi disobbedisce.

Ora sei vecchiotto, io più grande e non sempre ho tempo per coccolarti o giocare con te, ma sappi che ti voglio un mondo di bene e tu sei il cane più dolce e buono del mondo.

Sara ko02

Un fiore, le spine

Secondo me l’amore è il sentimento più complicato di tutti, può farti stare tanto bene quanto può farti soffrire, è capace di darti tutto quello di cui hai bisogno perché può renderti felice (anzi – a volte – può essere l’unica cosa che riesce a darti felicità), ci fa vivere momenti indimenticabili, ci fa sentire a casa, ha la capacità di farti sentire come se potessi fare qualsiasi cosa, ti rende libero. Molte volte però può essere crudele, tanto crudele da farti sembrare tutto buio, come se ti sentissi perso. Può cambiarti quando ne ha voglia e come vuole, può renderti triste in pochi secondi spezzandoti il cuore, può renderti fragile e insicuro, sa renderti solo, farti sentire dimenticato da chiunque. L’amore può tutto, e spesso fa molto male, ma è il sentimento più bello che esista e vale la pena lottare per esso, perché per amare ci vuole coraggio.

Me stessa

Amore

L’ amore è una parola semplice
ma è forte come un vortice.
L’amore ha un significato immenso,
ognuno di noi ha un amore diverso.
Ti può rendere felice
anche nelle giornate grigie.
L’amore è più grande di ogni altra cosa
e sboccia come una rosa.
L’ amore non muore mai
in qualunque luogo vai.
Ogni gesto fatto con amore
ti rende migliore.
In ogni cuore
c’è un po’ di amore.

Franci e Sabri

Senegal

Provo un amore grande per la mia terra d’origine: il Senegal.

L’Italia mi piace, ma se penso a dove sono nato il cuore mi si riempie d’emozione.

Se chiudo gli occhi vedo la mia terra, il sole, i colori, sento il caldo africano e annuso i profumi che respiravo nel mio Paese.

La lontananza da un luogo fa crescere ancora di più l’amore nei suoi confronti.

Quando ripenso al Senegal, il mio cuore si gonfia di un sentimento grande e, a volte, mi sembra che possa scoppiare.

Spero – un giorno – di portarci i miei amici per far conoscere loro la mia terra.

Concludo e dico: “W l’Italia! Ma sempre e per sempre W il Senegal!”.

Baba G

All’improvviso l’amore

È strano, sapete. Il fatto che proprio quando non si cerca nessuno, arriva “quel” qualcuno. Quel qualcuno che ti riempie la giornata. Quel qualcuno i cui messaggi ti fanno accelerare i battiti del cuore. Quel qualcuno che ti incasina i pensieri. Che ti fa tremare la voce. Che ti fa sentire le farfalle nello stomaco. Che riesce a farti sentire speciale. Un suo complimento ti fa arrossire. Ti fa fissare lo schermo con un sorriso stampato sulle labbra. Quel qualcuno che ti fa pensare tutto il giorno ai bei momenti passati con lui – o con lei. Tutti hanno questo qualcuno, a volte è quello giusto, altre volte è quello sbagliato. È strano come ci si costruisca l’immagine ideale della persona perfetta per noi e – alla fine – arriva qualcuno che è tutto il contrario, ma comunque bellissimo.

Sara