Un pomeriggio di settembre, tre ragazzini silenziosi, seduti sul marciapiede della signora Lina, stanno mangiando il proprio ghiacciolo. Si chiamano Ugo, Lele e Ciccio e hanno otto anni. Sono amici dall’asilo e lo saranno per sempre. Insieme stanno bene, amano pedalare sulle loro biciclette per le strade vicine alle loro case, nei campi ed inventare sempre giochi nuovi. Adesso sono lì, un po’ stanchi ed accaldati, seduti all’ombra del muretto ad aspettare con ansia una delle divertenti scenette della famiglia Rossi. La famiglia Rossi è composta da tre persone: padre, madre e figlia. Un po’ strani e grossi, vivono con nove gatti e possiedono un’automobile rossa lucente che il padre guida facendo fischiare le ruote. La figlia ha sedici anni e parla solo inglese, il padre solo francese, la madre solo italiano. Tra loro non si capiscono – oppure fanno finta – l’unica cosa che li unisce è l’amore per i gatti. I ragazzini, avendoli visti uscire di casa, stanno aspettando che tornino. L’auto appare in fondo alla via e si ferma davanti ai tre – che sono molto curiosi. Il padre, che guida seduto tutto solo sul sedile anteriore, parcheggia con una frenata da brivido. Madre e figlia rotolano fuori dalla macchina cariche di pacchi e pacchetti.
Il particolare che attira l’attenzione dei tre bambini è l’abbigliamento della ragazza: capello, frustino e stivali neri. “Ciao, Mary!” dicono in coro “Sei andata a cavallo?”. La ragazza li vede, e risponde in modo scontroso cercando di parlare in italiano: “Da domani io nuovo sport”. “Che bello!” rispondono i tre, che non si sono accorti che l’anziana Lina, un po’ sorda e sempre sola, seduta sotto il portico di casa sua non si è persa nulla di quanto è accaduto, né la dolcezza e la spontaneità della loro infanzia, né la superbia di Maria. In qualche modo l’anziana donna vuole riequilibrare i rapporti e interviene:
“Buona sera, Signora Rossi! Così ha deciso di far fare un po’ di movimento a Maria. Bene! Glielo avevo detto che i giovani devono scegliere uno sport. Sempre piegati sui libri, altrimenti… E cosa fa la ragazza? Nuoto, tennis?” “Equitazione!” risponde fiera mamma Rossi.
“Cos’è?” chiede Lina, fingendo di non capire. “Va a cavallo!” spiega la Rossi alzando un po’ la voce. “Ma no, ma no!” risponde Lina, strizzando un occhio ai ragazzini, “cos’ha fatto di male quel povero cavallo?” “Maleducata! Maleducati tutti!”, dice Maria. “Scusami!” risponde pronta l’anziana signora, “Non volevo offenderti, volevo solo dire che la vita è semplice, di solito. Io già lo immagino quel povero cavallo che ti fa fare sport mentre lui fa il sollevamento pesi…
E se ti dedicassi a qualcosa più normale? Correre, nuotare, far ginnastica? Non sono certo fatti miei, anzi, mi scuso per essermi impicciata, ma la normalità è una gran cosa!” Eh…, sì. Spesso cerchiamo risposte difficili a problemi semplici, eppure a volte un sorriso è la chiave per superare tante difficoltà.
Rebe
