È proprio quando salgo su quel tappeto elastico che i miei problemi scompaiono. Mi arrampico sui pezzi di ferro che lo sostengono per riuscire a salirci, perché quando me l’hanno regalato per il compleanno, non aveva la scaletta (e, in verità, non l’ho mai voluta… Lo preferisco così). Io l’ho sempre chiamato “salta salta”, fin da quando ero piccola. Per me significa tanto. Quando sono triste o arrabbiata, inizio a saltarci sopra e mi sfogo. Quando sono di buon umore o non ho niente da fare, salgo, salto, mi ritrovo per qualche secondo a testa in giù, rimbalzo con la schiena e mi lascio cadere. Respiro. Guardo il cielo. Non scendo da lì neanche quando piove… È quello il momento più divertente: iniziano a cadere gocce dal cielo e io salto. A volte scivolo anche, a causa di tutte le gocce che ormai ci sono sul tappeto, ma è proprio quello che mi diverte. In quel momento mi sento libera da ogni problema, come se l’unica cosa di cui mi importasse veramente fosse saltare e pensare di volare.
Giulii.06
